Come avviare una nuova attività se si è protestati, cattivi pagatori o si è un imprenditore fallito

Come avviare una nuova attività se si è protestati, cattivi pagatori o si è un imprenditore fallito

Luglio 6, 2020 0 Di ImpresaFormazioneOccupazione.it

Come avviare una nuova attività se si è protestati, cattivi pagatori o si è un imprenditore fallito

Nel momento in cui si decide di avviare una nuova attività, si deve prestare particolare attenzione nel caso in cui si siano accumulati debiti pregressi o vi siano state precedentemente situazioni di insolvenze e mancati pagamenti di cui vi è traccia nei registri pubblici.

E’ in ogni caso possibile avviare l’attività, ma bisognerà prestare attenzione a seconda che ci si trovi in una delle seguenti situazioni:

  • cattivi pagatori , vedremo in seguito cosa significa;
  • protestati, vedremo in seguito cosa significa;
  • si è stati dichiarati falliti, in questo caso bisogna distinguere tra la situazione di imprenditore fallito con procedura di fallimento in corso ( sentenza di fallimento o dichiarazione di fallimento avvenuta, ma non ancora dichiarata la chiusura del fallimento ) e imprenditore fallito con dichiarazione di chiusura del fallimento;

E’ possibile avviare una nuova attività se si è protestati o cattivi pagatori?

Iniziamo dalla situazione più semplice:  se si è protestati o cattivi pagatori è possibile avviare una nuova attività? Se sì, quando? è possibile aprire un conto corrente per le aziende protestate? cosa significa essere protestati o cattivi pagatori ?

Se hai debiti privati pregressi con Inps, Equitalia, banche o privati che abbiano ottenuto un decreto ingiuntivo o si è protestati, si può comunque aprire una partita iva o costituire una società. Non esiste una procedura di avvio di un’attività specifica per chi è stato protestato. L’iter è lo stesso come per chi è al primo avvio di una partita iva, l’unica attenzione andrà posta nella richiesta di credito e nell’apertura del conto corrente, perché banche e altre agenzie del credito conosceranno la nostra storia pregressa e potrebbero crearci qualche grattacapo. Ma nel prosieguo dell’articolo vedremo come risolvere.

Bisogna tenere in conto che quando si apre un’attività del tipo societaria i pregressi debiti non saranno “trasferiti”, ma rimarranno esclusivamente in capo alla persona che li ha contratti. Nel caso in cui invece l’attività vede titolare solo la persona fisica è chiaro che si rimane titolare anche dei debiti pregressi.

Quando si diventa cattivi pagatori ?

Diciamo anzitutto che la condizione di “cattivo pagatore” è più lieve di quella di “protestato”. Si diventa cattivi pagatori quando non si è in grado di onorare una o più rate di un finanziamento o si ha uno scoperto di conto non affidato per un tempo prolungato, venendo così segnalati alle centrali rischi quali CRIF , CTC , Cerved o la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

E’ anche la condizione più semplice da cui uscire: una volta onorato il debito, se l’istituto di credito invia la segnalazione che la situazione debitoria è stata sanata, basterà solo aspettare tempi che vanno dai 12 ai 36 mesi a seconda della gravità dell’evento.

Durante questo periodo, comunque, qualche banca potrebbe rifiutarsi di aprirvi il conto corrente o, comunque, di darvi linee di credito. E se dovesse farlo sarebbe a tassi più alti di un pagatore ritenuto più affidabile.

Quando si diventa protestati ?

La condizione di protestato è più grave di quella di un semplice “cattivo pagatore”, sebbene anche il protestato possa essere ritenuto un cattivo pagatore.

Si diventa protestati quando non si è stati in grado di onorare un pagamento sotto forma di titolo di credito. Quando si emette un assegno o una cambiale a favore di un terzo, al momento della scadenza il terzo presenta il titolo per incassarlo. Se il pagamento dovesse essere rifiutato, il creditore è autorizzato a procedere nei confronti del debitore con l’atto di protesto, indipendentemente dal motivo per il quale il pagamento è stato rifiutato.
L’atto di protesto è un atto pubblico, ed ha lo stesso valore di un decreto ingiuntivo. Questo viene registrato nel registro informatico dei protesti alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura.

Come si cancella un protesto?

E’ possibile cancellare un protesto se l’iscrizione è illegittima o conseguenza di un errore o se si è ottenuta la riabilitazione dal giudice.

La domanda si fa presso il Registro informatico della Camera di Commercio allegando, a seconda dei casi :

  • Decreto di riabilitazione – copia conforme all’originale rilasciato dal Tribunale, nel caso di assegno protestato poi onorato con conseguente richiesta di decreto di riabilitazione;
  • Documentazione comprovante l’erroneità o l’illegittimità, nel caso di protesto illegittimo;
  • La ricevuta del pagamento effettuato per la cambiale protestata, nel caso di cambiale protestata o altri titoli che non richiedono il decreto di riabilitazione.

Quanto costa la cancellazione di un protesto?

I costi indicativamente possono essere i seguenti:

  • 2 euro di visura protesto
  • 5 euro per il certificato di esistenza in vita del protesto
  • 8 euro di diritti di segreteria
  • 16 euro di imposta di bollo
  • 16 euro di bollo per certificato esistenza in vita

Apertura attività per protestati: Conti correnti per le aziende protestate

Come abbiamo visto, il grattacapo per i protestati che avviano nuova attività riguarda il rapporto con le banche. Chi è protestato e vuole aprire un nuovo conto corrente, dal primo gennaio 2020 può aprire in banca e Poste Italiane un conto corrente.

Nel decreto che regola questa procedura, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, ha reso possibile l’uso di un conto corrente anche per questa categoria di consumatori.

Questo tipo di conto corrente offre un numero di operazioni sufficiente a coprire l’uso personale da parte del cliente consumatore. Le operazioni e i servizi inclusi nei conti correnti per le aziende protestate comprendono:
1. apertura, gestione e chiusura del conto corrente;
2. accreditamento di fondi sul conto corrente (deposito di contante, accredito stipendio e pensione);
3. prelievo di contante all’interno dell’Unione europea;
4. addebiti diretti, utilizzabile anche online nell’ambito dell’Unione europea;
5. bonifici.

Operazioni non concesse: Non è possibile emettere assegni.

L’istituto di credito, la banca, o Poste Italiane, può però rifiutare la richiesta di apertura di un conto di base che comprende i servizi sopra elencati se il consumatore è già titolare in Italia di un conto corrente che gli consente di utilizzare le operazioni e i servizi inclusi nel conto corrente di base.
Possiamo dire quindi che l’apertura del conto corrente per aziende protestate non può essere negata alle persone segnalate nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) per avere emesso assegni senza copertura privi di un conto corrente ordinario.

La situazione cambia quando si richiede un prestito o finanziamento. Quando si è protestati questo diventa subito molto difficile, ma non impossibile, poter ottenere del denaro in prestito.

Apertura attività per imprenditori falliti

La situazione è diversa nel caso in cui invece si sia stati imprenditori dichiarati falliti. In particolare distinguiamo due condizioni ben distinte:

  • prima della dichiarazione di chiusura del fallimento, dopo che sia comunque stata pronunciata la sentenza di fallimento;
  • dopo la dichiarazione di chiusura del fallimento.

Dopo la dichiarazione di fallimento, infatti, tutti i beni e i proventi dell’imprenditore fallito, ad esclusione di quelli necessari al sostentamento, vanno in gestione al curatore fallimentare che provvederà a soddisfare per quanto possibile i creditori.

Tuttavia all’imprenditore è concesso lavorare, sia in forma autonoma che da dipendente, sia per mantenersi sia perché il diritto al lavoro è sancito dalla costituzione. Non potrà però usare beni propri nell’attività della nuova impresa , perché questi sono nella disposizione del curatore fallimentare e potrà solo ricorrere a capitali di terzi, credito commerciale e leasing.

Ma se abbiamo visto che il credito è molto difficile anche per i cattivi pagatori o protestati, a maggior ragione lo sarà a seguito di un fallimento, a meno di non avviare attività che non abbiano necessità di capitali e si basino principalmente sul lavoro.

Inoltre gli saranno precluse le seguenti attività: tutore, avvocato, commercialista e ragioniere, notaio, ingegnere e farmacista.

Diversa è la situazione dopo la dichiarazione di chiusura del fallimento. La chiusura del fallimento è la certificazione che il curatore fallimentare ha fatto quanto in sua possibilità per soddisfare al massimo le richieste dei creditori e gran parte delle restrizioni a carico del fallito cessano.